gennaio 25, 2021 - Coldiretti

Covid: Coldiretti, 9,6 mld di cibi e vini invenduti, sos usura. Prandini, made in italy a rischio shopping straniero

Il crollo delle attività di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi travolge a valanga interi settori dell’agroalimentare Made in Italy con #vino e cibi invenduti per un valore stimato in 9,6 miliardi nel 2020. E’ quanto ha affermato il presidente della #coldiretti #ettoreprandini in occasione del webinar organizzato dall’Università LUM Giuseppe Degennaro per favorire un credito più a misura dell’impresa nell’emergenza Covid-19. La drastica riduzione dell’attività – sottolinea Prandini – pesa sulla vendita di molti prodotti agroalimentari, dal #vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. Una situazione che – precisa Prandini - pesa sulla liquidità delle imprese e sul ricorso al credito che assume un ruolo strategico per accompagnare il sistema economico fuori dalla crisi. “Condizioni piu’ vantaggiose e allungamento dei tempi di rimborso rappresentano una chiave per dare sostenibilità ai finanziamenti” afferma Prandini con riferimento alla proposta dall’Università LUM. Una necessità – continua Prandini - anche per evitare che le attività del Made in Italy #agroalimentare diventino terra di conquista da parte di realtà di altri Paesi o di operatori pregiudicati che in questo momento cercano di speculare sulla situazione di criticità in cui si trovano le imprese per fare shopping a condizioni vantaggiose di un patrimonio importante del Paese. Nella filiera #agroalimentare – rileva la #coldiretti – sono coinvolti circa 360mila tra bar, mense, ristoranti e agriturismi nella Penisola ma le difficoltà si trasferiscono a cascata sulle 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,8 milioni di posti di lavoro. Si tratta di difendere la prima ricchezza del Paese con la filiera #agroalimentare nazionale che vale 538 miliardi pari al 25% del Pil nazionale ma è anche una realtà da primato per qualità, sicurezza e varietà a livello internazionale. Occorre salvaguardare – conclude la #coldiretti – un settore chiave per la sicurezza e la sovranità alimentare soprattutto in un momento in cui con l’emergenza Covid il cibo ha dimostrato tutto il suo valore strategico per il Paese.

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