Cookie Consent by Free Privacy Policy website Da mercoledì 8 marzo 2023 nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Venezia “Marzo Donna 2023” il progetto espositivo I muri del silenzio
marzo 09, 2023 - Domus Civica Art Gallery

Da mercoledì 8 marzo 2023 nell’ambito delle iniziative promosse dal Comune di Venezia “Marzo Donna 2023” il progetto espositivo I muri del silenzio

I Muri del Silenzio di #mjriambon e Giusy Versace tornano a #Venezia e prendono nuova forma, con un'esposizione visibile da mercoledì 8 marzo a domenica 26 marzo 2023 negli spazi di D3082 Domus Civica Art Galley. L'appuntamento, realizzato con il patrocinio del Comune di #Venezia, è parte integrante del palinsesto comunale Marzo Donna 2023.
 
Il progetto espositivo prende vita come secondo capitolo di un'azione artistica concepita per la città di #Venezia e inaugurata lo scorso 25 novembre 2022 con un inedito flash mob. Per l'occasione, dieci gondole solcavano le acque del Canal Grande trasportando una selezione di scatti fotografici dalla serie I Muri del Silenzio realizzata dalla fotografa #mjriambon, in un atto di sensibilizzazione e denuncia che torna oggi ad abitare il centro di #Venezia in una nuova veste.
 
In #mostra dall'8 marzo 2023, negli spazi espositivi non convenzionali della Domus Civica, una nuova selezione di 18 scatti fotografici tratti dalla serie I Muri del Silenzio, presentate in una cornice espositiva che restituisce la portata e gli obiettivi che il progetto si prefissa sin dalle sue origini. Le immagini in bianco e nero catturate dalla macchina fotografica di #mjriambon raffigurano una selezione di scatti dove i soggetti sono colti nell'atto di coprirsi gli occhi, le orecchie e la bocca, in una diretta restituzione dei tre stadi dell'omertà: non vedo, non sento, non parlo.
 
Protagonisti dei ritratti sono celebrità del mondo dello spettacolo, della musica, dello sport, della politica, ma anche persone comuni, dietro i cui volti si celano racconti di violenza e sopruso quotidiano. Da #lorellacuccarini a Alberto Matano, da Martina Potesilova a Sergio Friscia, i ritratti di #mjriambon sfidano la cortina di silenzio che accompagna le innumerevoli storie di abuso che spesso si dipanano oltre le mura domestiche, invitando il visitatore a riflettere su come la tendenza collettiva all'omertà si ripercuota direttamente sulle #DONNE che ne sono tristemente protagoniste.
 
"La violenza contro le #DONNE è un dramma che può colpire qualsiasi donna in qualunque momento della vita" sottolinea la presidente del Consiglio Comunale, Ermelinda Damiano. "L'aumento dei casi ci obbliga a non abbassare mai la guardia, a non rimanere indifferenti e a non far sentire sole le #DONNE che ne sono vittime. Il progetto 'I muri del silenzio' ci consente di evidenziare due aspetti molto importanti sul tema della violenza contro le #DONNE: il silenzio e l'omertà. Come istituzioni dobbiamo farci carico di fare emergere il sommerso, provocato dalla vergogna e dalla paura di denunciare i soprusi.
Dalla violenza si può uscire ed è nostro dovere aiutare le #DONNE a riprendere in mano la propria vita e ad essere libere di vivere e di essere sé stesse".

Il percorso espositivo concepito per D3082 da Marco Luitprandi riprende e amplifica l'idea che innerva I Muri del Silenzio in ogni sua iterazione. Quattro  vetrine accolgono i 18 scatti scardinati e ricomposti in modo da proporre in sequenza i cinque soggetti che interpretano il non guardare, i cinque soggetti che preferiscono non sentire e i cinque soggetti che scelgono di non parlare.   
 
Dice Marco Luitprandi che cura la direzione artistica di D3082:  "La soluzione individuata 'dilata' il concetto di omertà, spostando l'attenzione da trittici conclusi in se stessi ad una visione più collettiva. Un percepito che sottolinea ed evidenzia le dinamiche di "branco", dove tanti fingono di non sentire o di non vedere. I gesti, le reazioni, i silenzi accomunano gruppi di persone solo apparentemente distanti o diversi. L'allestimento offre così due livelli di lettura: da vicino questa percezione di community omertosa, da lontano la ricomposizione del codice trittico che chiude il cerchio dei sensi. Nella quarta vetrina si ritrova la spiegazione  con la visione del progetto nella sua essenza, che si svela."
 
A prima vista, il risultato è la restituzione di un comportamento collettivo, l'impressione di una folla che tacitamente e consapevolmente sceglie di non lasciarsi coinvolgere. Una visione distanziata permette invece di cogliere il codice trittico che muove il progetto, individuando la ricorrenza dei soggetti e le diverse interpretazioni che ciascuno attribuisce alla propria cecità e al proprio silenzio. Trovando una propria collocazione lungo le vetrine affacciate sulla strada, i ritratti di #mjriambon si offrono liberamente allo sguardo dei passanti, interpretando appieno la funzione di padiglione urbano in dialogo con la città che muove la programmazione di D3082.
 
La mostra I Muri del Silenzio è la tappa più recente di un percorso inaugurato nel 2019, con la prima esposizione fotografica realizzata nelle sale di Palazzo San Macuto a Roma presso la Camera dei deputati con il contributo di #giusyversace. Il progetto ha quindi intrapreso un viaggio che l'ha portato ad attraversare l'Italia, prendendo periodicamente vita all'interno di spazi differenti. Tra questi Palazzo Lombardia e Palazzo Pirelli a Milano, le aule comunali di Gorla, la biblioteca comunale di Assago, la Reggia reale di Monza, il centro commerciale di Treviglio e gli spazi del monastero di Cairate.

Nel 2020 al progetto viene dedicato un volume fotografico a tiratura limitata, il cui lancio viene accompagnato da una raccolta fondi a sostegno delle vittime di violenza domestica. La campagna si concluderà con la chiusura della #mostra Veneziana.
 
L'appuntamento rinnova il dialogo che la città di #Venezia ha avviato con il progetto I Muri del Silenzio, sposando contestualmente l'urgenza di puntare i riflettori su tematiche di grandi urgenza quali la violenza domestica e il supporto concreto alle #DONNE che la vivono come una realtà quotidiana.


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