Cookie Consent by Free Privacy Policy website Per celebrare il Pride i linguisti di Babbel invitano a riflettere sui termini che descrivono alcune emozioni in giro per il mondo
giugno 23, 2022 - Babbel

Per celebrare il Pride i linguisti di Babbel invitano a riflettere sui termini che descrivono alcune emozioni in giro per il mondo

Da “awumbuk” a “basorexia”, tutte le parole da conoscere per orientarsi nel mondo degli affetti abbattendo le barriere

Saper comunicare i propri sentimenti è importante non solo per se stessi ma anche per instaurare rapporti interpersonali. Tuttavia, spesso esprimere le proprie emozioni non è facile. Aprirsi davanti a qualcuno può essere complicato, soprattutto quando non si trovano le parole per descrivere ciò che si prova o si teme di non essere compresi da chi si ha di fronte. Il #lessico diventa indispensabile per una comunicazione chiara ed efficace delle proprie emozioni.

In occasione del Mese del Pride, i linguisti di Babbel - azienda per l’apprendimento delle #lingue che offre lezioni live e su app - invitano a riflettere sulla terminologia che descrive alcune emozioni in giro per il mondo, offrendo l’occasione di arricchire il proprio #lessico emozionale e abbattere qualsiasi barriera interculturale al fine di comunicare liberamente i propri sentimenti.

Le emozioni sono uguali in tutto il mondo?

L’emozione è un insieme di reazioni organiche che un individuo sperimenta quando risponde a determinati stimoli esterni. La parola “emozione” deriva dal latino “emotionem”, che significa “movimento”, “impulso”. Tuttavia, la parola stessa non è presente in tutte le #lingue. In molte culture la sua traduzione esatta è assente,  come ad esempio presso i tahitiani e in alcune tribù della Nuova Guinea e della Micronesia, ma anche  all’interno del contesto occidentale non c’è una precisa corrispondenza per il concetto di emozione. L’equivalente del termine inglese “emotion” non viene utilizzato altrettanto comunemente nella lingua tedesca (“Emotion”), dove la parola più utilizzata “Gefühl” esiste per indicare sensazioni e  sentimenti a livello sia fisiologico sia psicologico - da “fühlen”, come equivalente di “to feel” ovvero “sentire”, e più simile, dunque, all’inglese “feeling”, che rappresenta anche una condizione fisica. In francese, italiano e spagnolo i termini “sentiment/sentimento/sentimiento” indicano uno stato d’animo esclusivamente cognitivo.

“Una condivisione efficace delle emozioni avviene spesso più facilmente quando si possiede il vocabolario corretto. Il linguaggio rappresenta una forma importante di espressione. Comunicare agli altri i nostri sentimenti con parole chiare rende le persone con cui parliamo partecipi delle nostre esperienze e ci gratifica enormemente. Per questo, in occasione del mese che celebra la massima espressione di se stessi e dell’amore in tutte le sue forme, noi di #babbel abbiamo scelto di raccogliere alcuni termini utilizzati in giro per il mondo per esprimere emozioni più o meno comuni, ma non sempre facilmente spiegabili”, commenta Gianluca Pedrotti, esperto di comunicazione interculturale ed editor del team linguistico di Babbel.

Le parole da conoscere per far luce sul #lessico emozionale in uso nel mondo:

  • Gjensynsgled: la parola norvegiese indica una sensazione insolita, quella che si prova quando, finalmente, si incontra qualcuno dopo molto tempo. In pratica descrive proprio la felicità di incontrare qualcuno che si ama dopo una lunga separazione e quella sensazione conseguente paragonabile al completamento di un puzzle
  • Iktsuarpok: in Inuit descrive quella sensazione di attesa che si prova quando si aspetta qualcuno che colmi un vuoto e ci si affaccia alla finestra o alla porta di continuo per vedere se è arrivata
  • Ohana: parte della cultura hawaiana, “ohana” significa famiglia in senso esteso del termine, ovvero non solamente le parentele di sangue, ma anche le relazioni intenzionali. Questo concetto intraducibile enfatizza l’idea che famiglia e affetti sono uniti assieme, che devono cooperare e ricordarsi gli uni degli altri. Il termine ha la stessa derivazione linguistica e un utilizzo simile al termine māori “whānau”

  • Amae: si tratta di una parola giapponese che si può rendere con il concetto di “impulso di abbandonarsi nelle braccia della persona amata”, “desiderio di essere viziati” e “confidare nella benevolenza altrui”. Si tratta di un concetto riconducibile a dinamiche antropologiche e sociali proprie della cultura e della società giapponese contemporanea

  • Basorexia: il termine indica la tentazione di baciare qualcuno, anche uno sconosciuto o una sconosciuta. La parola deriva dal francese “basier”, ovvero “baciare”

  • Awumbuk: è un sentimento simile alla malinconia. La parola viene utilizzata dagli indigeni della Papua Nuova Guinea per indicare quella sensazione di vuoto che si prova quando le persone care se ne vanno via dopo aver fatto visita, o il momento in cui una casa resta improvvisamente vuota

  • Malu: la parola “malu” proviene dall’Indonesia e indica quella sensazione che si prova quando ci si sente inferiori agli altri. È un’emozione che spesso causa frustrazione e eccessiva timidezza nell’interagire con chi si ha di fronte

  • Nunchi: la parola coreana “nunchi” esprime una sensazione molto comune quando si prova una vera amicizia o ci si sta innamorando. Indica la capacità delle persone amate di comprendersi e di vedersi per ciò che si è realmente grazie all’abilità di interpretare i gesti, gli sguardi e gli atteggiamenti

  • Torschlusspanik: la sensazione che il tempo sta passando troppo velocemente e si sta perdendo la propria occasione in tedesco si chiama “Torschlusspanik”. La parola, composta da “panik” che significa panico, paura e “torschluss” ovvero la chiusura delle porte, indica l’ansia e la preoccupazione del tempo che scorre

  • Texpectation: una parola difficilmente traducibile, il sentimento espresso da questa parola è uno dei più comuni dalla diffusione dei telefoni cellulari a oggi. Deriva dalla fusione delle parole inglesi “text” (messaggio) e “expectation” (attesa). Si tratta di quel sentimento di ansia e aspettativa legato all’attendere una risposta a un messaggio importante

  • Saudade: in portoghese indica la nostalgia per una persona, un luogo o una cosa che è lontana nello spazio e nel tempo. Un sentimento vago, nostalgico e malinconico per qualcosa che potrebbe non esistere nemmeno

  • Desbundar: altro termine derivante dal portoghese e descrive la capacità di una persona di liberarsi delle inibizioni quando ci si diverte e ci si sente a proprio agio, mostrandosi senza maschere per ciò che si è veramente

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