Cookie Consent by Free Privacy Policy website MEETS SUSTAINABILITY. I buyer più attenti, sensibili e preparati, mostrano sempre più interesse per i brand definiti eco-sostenibili
settembre 21, 2021 - tinazzi

MEETS SUSTAINABILITY. I buyer più attenti, sensibili e preparati, mostrano sempre più interesse per i brand definiti eco-sostenibili

I buyer più attenti, sensibili e preparati, mostrano sempre più interesse per i brand definiti eco-sostenibili.
 
È oramai risaputo di come tutta la filiera del tessile abbigliamento è considerata come una delle attività più inquinanti del pianeta. Questo è dovuto al fatto che le tecniche di lavorazioni delle molteplici fibre, dal cotone alla seta, dal lino alla viscosa, hanno bisogno di molto consumo di acqua nei vari passaggi delle loro lavorazioni. Da tenere presente anche il fatto che molte fibre sono sintetiche, come il poliestere oppure il nylon e per tanto la loro lavorazione è altamente inquinante. Se a tutto questo aggiungiamo le tecniche di stampa su tessuto, effettuate con colori vinilici o acrilici, è evidente l'alto fattore inquinante. E' doveroso citare come anche la conciatura delle pelli, sia essa compiuta con le tecniche vegetali, sia essa compiuta con il tannino, di fatto entrambi sono estremamente inquinanti.
 
"Senza un pianeta sano, tutte le attività cesseranno". È questa la frase che più di tutte le altre rappresenta la "bandiera green" accolta dalla "millennium generation", i compratori del futuro.
 
Su questa nuova macro tendenza generazionale, il mondo della moda ha dovuto rivedere tutta la propria filiera produttiva, cercando di rendere più "green" ogni singolo passaggio produttivo.
 
Mentre per i grandi brand, schiacciati da economie produttive spesso svolte all'estero, una riconversione al "green" è difficile se non impossibile, questa invece è più facilmente attuabile nelle MPMI (Micro Piccole Medie Imprese) italiane. Ed è per questo che negli ultimi anni si è visto un fiorire di brand nuovi totalmente dedicati alla eco-sostenibilità soprattutto da aziende artigiane.
 
Per questo CAMERA SHOWROOM MILANO assieme a CONFARTIGIANATO MODA ha deciso di presentare un nuovo evento CSM MEETS SUSTAINABILITY proprio durante la prossima Milan fashion week. Gli showroom associati a CSM avranno la possibilità di mostrare, promuovere e proporre i brand presenti all'interno dei loro showroom, che hanno i requisiti certificati di eco-sostenibilità. Un "dinner-event", che si terrà nella prestigiosa sede di Palazzo Cusani in Via Brera 13 a Milano la sera di Giovedì 23 Settembre 2021 alle ore 20,00 (By invitation only).
 
Un evento al quale parteciperanno soprattutto i buyer italiani e stranieri, la stampa specializzata di settore e fashion expert che si sono dedicati all'eco-sostenibile. I buyer provenienti dall'estero, grazie al supporto ed al coordinamento di CONFARTIGIANATO MODA, ICE e MINISTERO DEGLI ESTERI, potranno raggiungere Milano e potranno partecipare in sicurezza e nel pieno rispetto delle normative anti-covid, alla più importante settimana della moda del mondo: la Milano Fashion Week. La serata è sostenuta da  #tinazzi, importante gruppo di cantine con produzioni in Veneto e Puglia,  presente all'evento con i propri vini.
 
Gigliola Maule - Presidente di CSM "Abbiamo bisogno che tutta la filiera e la catena della #sostenibilita sia competente per trasmettere un messaggio che sia efficace e che accresca la consapevolezza del consumatore finale. In Italia stiamo iniziando ad intuire l'enorme potenziale rappresentato dallo story-telling del singolo brand. La #sostenibilita ha bisogno di essere raccontata perché non si presti a fraintendimenti. La eco-sostenibilità non deve essere solo un ecologismo di facciata. Ogni processo produttivo deve essere rivisto in versione #green, iniziando proprio dalla scelta dei tessuti che oggi sono sempre più belli e green". 
 
Francesco Lubrano - Vice Presidente di CSM "Dobbiamo cambiare il nostro approccio all'acquisto. In Cina un capo prima di essere buttato viene usato 3 volte, in Europa e Usa 7 ed il 45% delle materie prime vergine, delle 60 mila tonnellate immesse nel sistema produttivo, finisce in distruzione. Se un cambiamento è possibile questo non può prescindere dunque dal disconoscimento di una logica di spreco".

Elisa Gaito - Segretaria di CSM "Una moda pienamente etica non solo è possibile, ma è necessaria. Ogni volta che spendiamo i nostri denari, votiamo per il mondo che vogliamo. Se si compra nelle catene di fast fashion, si finanzia un'operazione che non è etica, anzi si diventa complici di una moda non etica. Comprare fast fashion significa sposare un modo di fare business che non rispetta le persone e soprattutto non rispetta l'ambiente. Prima di fare un acquisto bisognerebbe informarsi bene sul prodotto che stiamo acquistando. Inoltre bisognerebbe acquistare meno spesso ma qualcosa di più durevole".

Gian Andrea #tinazzi, titolare Cantine #tinazzi "Abbiamo sposato questo evento con grande entusiasmo: attraverso il connubio tra moda e #vino vogliamo valorizzare la grande risorsa del made in Italy e della #sostenibilita per un futuro più #green. In #tinazzi offriamo un ampio respiro della cultura enologica italiana, partendo dal Veneto, fino ad arrivare alla Puglia, in particolare con la nostra nuova linea di vini BIO provenienti da produzione biologica, sempre fedeli al nostro motto «l'Italia in un sorso»".

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