agosto 30, 2021 - Pistoia Dialoghi sull’uomo

Pistoia - Dialoghi sull'uomo: il programma della XII edizione (Pistoia, 24-26 settembre 2021)

XII edizione | 24-26 settembre 2021

Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire 

Pistoia – Dialoghi sull’uomo torna finalmente in presenza: da venerdì 24 a domenica 26 settembre si terrà la XII edizione del #festival di antropologia del contemporaneo, promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di #pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli (www.dialoghisulluomo.it). 

Dopo questo lungo periodo sospeso, in cui non ci si è potuti incontrare nelle piazze, il cammino dei Dialoghi, iniziato 12 anni fa, riprende con quel confronto vivo e intenso tra pubblico e grandi pensatori, su temi cruciali e di impegno civile, che da sempre contraddistingue il #festival, per comprendere al meglio come convivere in una società complessa quale la nostra, soprattutto alla luce della crisi che stiamo attraversando. 

Il tema del 2021 Altri orizzonti: camminare, conoscere, scoprire sarà affrontato in conferenze, dialoghi, spettacoli e camminate culturali. Antropologi, filosofi, scrittori, scienziati, sociologi, artisti, esploratori raccontano, da punti di vista differenti, l’anelito di ricerca che ha caratterizzato l’evoluzione del genere umano, superando i confini e camminando verso nuovi orizzonti – fisici e spirituali.

Il fil rouge del #festival è il cammino verso nuove e altre prospettive, il cammino dei migranti in fuga dalla povertà e dalla morte, quello avventuroso dei pionieri, quello della ricerca, della cultura e della scienza. Dalle esplorazioni della terra e dello spazio, che hanno consentito di creare nuovi habitat e di sviluppare nuove conoscenze, all’esigenza di superare l’hic et nunc della quotidianità, alla ricerca di forme di spiritualità tanto religiosa quanto laica. 

«Gli incontri della nuova edizione dei Dialoghi vedranno avvicendarsi studiosi, viaggiatori ed esploratori del mondo, ma anche dei diversi campi del sapere, che tentano ogni giorno di superare i propri confini, perché la sete di conoscenza dell’essere umano è inesauribile» dichiara Giulia Cogoli «Il cammino che i nostri lontani antenati hanno intrapreso uscendo dall’Africa non è stato fatto solo con i piedi, ma anche con l’immaginazione, la speranza e l’anelito a nuove scoperte, che ha permesso non solo di conoscere il nostro pianeta, ma anche di trascenderlo». 

Il Premio Internazionale Dialoghi sull’uomo – attribuito a una figura del mondo culturale che con il proprio pensiero e la propria opera abbia testimoniato la centralità del dialogo per lo sviluppo delle relazioni umane – quest’anno, per la quarta edizione, è conferito a Claudio Magris.  

Germanista, narratore, scrittore di teatro, tra i primi studiosi a occuparsi di autori ebraici nella letteratura mitteleuropea, è uno dei maggiori testimoni della nostra epoca attraverso un modello di militanza intellettuale che torna in tutte le sue opere. Sarà insignito del riconoscimento sabato 25 settembre, sul palco del #festival in piazza del Duomo. Seguirà l’incontro Quando comincia l'uomo? con lo scrittore Paolo di Paolo. Il premio è stato in precedenza assegnato allo scrittore David Grossman (2017), al Premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka (2018) e alla fisica ed economista Vandana Shiva (2019).

IL PROGRAMMA 

VENERDÌ

Apre il #festival la conferenza inaugurale Le parole e il cammino dello scrittore Paolo Rumiz, uno dei massimi narratori di viaggio. Il cammino è uno dei momenti topici della riflessione e della scrittura, in cui, secondo Rumiz, l’immaginazione si scatena. Lo scrittore è, dunque, un trovatore, un cacciatore che non sa mai in cosa si imbatte prima di partire e la sua vita è una sorta di “pendolarismo talmudico” fra il momento nomadico, in cui esce dalla propria tana in cerca della preda, e il momento del ritorno a casa, in cui si rifugia al sicuro, raduna ciò che ha raccolto, per passare alla rielaborazione. 

“Cammino dunque sono”: parafrasando Cartesio, il pedagogista e filosofo Duccio Demetrio spiega che il pensiero filosofico, fin da Platone, non ha mai cessato di riflettere sul divenire, sul tempo scandito dai passi, sul dirigersi verso una meta. L’atto del camminare si rivela dunque una grande metafora filosofica della condizione umana, in cui la strada, la sosta, gli incontri, sono simboli del nostro rapporto meditativo – o viceversa distratto – con le cose e con gli altri. 

Ogni luogo è un dove è lo spettacolo teatrale, al suo debutto, scritto dall’antropologo Marco Aime, che sale sul palco del #festival nell’inedita veste di voce teatrale narrante, con musiche di  Massimo Germini che suonerà dal vivo vari strumenti, accompagnati dal canto e narrazione dall’attrice Eleni Molos: un percorso di poesie, musica, canzoni, in un viaggio per raccontarci quanta strada calpestano gli uomini per attraversare cieli, muri, deserti e mari, per affermare il proprio diritto e il desiderio di vita. L’incontro con lo straniero, in ogni brano, diviene un viaggio nel tempo, perché tutti siamo stati migranti, perché tutta l’umanità è in cammino, da sempre. 

SABATO

Cosa sta diventando l’essere umano in quest’epoca che qualcuno ha proposto di chiamare d.C., “dopo Coronavirus”? Che umanità è quella della grande accelerazione digitale e della crisi ambientale? Il rapporto con le macchine configura rischi di alienazione e nuove schiavitù? Oppure è proprio la tecnologia che ci fa apparire per come siamo, ovvero esseri la cui “natura” è in realtà una cultura continuamente cangiante? Siamo destinati a vivere in futuro senza lavorare, oppure le nuove tecnologie costringeranno alcuni a lavorare per il benessere di altri? A questi e ad altri affascinanti interrogativi risponde il filosofo Maurizio Ferraris in dialogo con l’antropologo Adriano Favole.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare