novembre 18, 2020 - do@time

E luce fu

La Fondazione Crc prosegue il suo impegno per trasmettere messaggi positivi e costruttivi, l'evento "E luce fu" già dal nome si presenta come speranza per superare questa complessa oscura fase sociale. 

Quattro dinamiche opere, che giungono dal Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, sono state allestite nel Complesso Monumentale di San Francesco sul tema della percezione e modellazione della luce. 

Sono i lavori di Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson e Renato Leotta, che portano visioni creative e ci invitano a riflettere sulle trasformazioni che consentono di percepire il mondo circostante.

Si tratta di opere che miscelano estetica e tecnologia in un linguaggio emotivo, con spunti narrativi che riflette sul presente ma anche sul passato, opere che mettono in risalto il potenziale della luce e la sua rielaborazione.

Si iniza con un monumentale lavoro di Giacomo Balla realizzato nel 1917, “Feu d’artefice” che sviluppa un brano musicale di Igor Stravinskij, partecipe dell'evento come direttore d'orchesta affiancato dal mitico gruppo dei Ballets Russi con Picasso e Jean Cocteau. 

Un'opera che oggi pare molto semplice ma che all'epoca suscitò molti dibattiti, per la prima volta c'era uno "spettacolo" senza danzatori, solo puro colore, forme dinamiche e luce, oggi si potrebbe dire un'istallazione ma all'epoca era una cosa mai vista. 

A pochi metri più in la un cubo nero è il progetto di Lucio Fontana, famoso per i suoi tagli, grande sperimentatore che in questa serie di lavori, chiamati "Ambienti spaziali" sperimenta una nuova via per creare opere d'arte che toccano le corde intime della percezione e dello spirito. 

Semplice ma dal grande respiro invece l'opera di Olafur Eliasson “The sun has no money” che nel suo dinamismo di riflessi invade l'intero spazio della chiesa, scansionandola e invitandoci a rilfessioni che vanno oltre la bellezza per indagare le dinamiche economiche e sociali. 

Conclude il percorso un delicato e attento lavoro del giovane artista torinese Renato Leotta che con un'azione di recupero usa i fari delle macchine italiane per illuminare dettagli dello storico edificio. Un lavoro che sviluppa quello dell'artista danese per immergersi nelle nuove estitche contemporanee.

La #mostra attualmente sospesa riprenderà a breve, l'orario di apertura al pubblico è dalle 15,30 alle 18,30 dal Martedì al Sabato e alla Domenica dalle 10,30 alle 18,30. Sarà visitabile fino al 14 Febbraio. 

Vi segnalo anche i tantissimi progetti di corredo che potete approfondire e prenotarvi su www.fondazionecrc.it o al numero 0171/452711.