settembre 14, 2020 - Nicola Zema

Roppongi Hills. Nella foresta del lusso

Nel quartiere di Roppongi Hills, un sobborgo di Tokyo che comprende aree residenziali, centri commerciali, sale cinematografiche, un museo e zone verdi, si trova il prestigioso store di Giorgio Armani. L’architetto #nicolazema ha contribuito allo sviluppo del concept e ha realizzato il #design set per l’esecuzione del progetto.

Se il concept voluto dal magnate Minoru Mori, scomparso nel 2012 e ricordato dalla Mori Tower di 54 piani, si richiama a una verticalità assoluta in cui la concentrazione delle attività nello spazio semplifica gli spostamenti in un’area urbana congestionata, la ricerca progettuale per questa boutique di ben 700 mq di spazio espositivo su un unico livello, è volta a riportare l’esperienza dell’acquirente in una dimensione di significato ancestrale per gli abitanti dei paesi tropicali, quella dell’esplorazione della foresta di bambù che, negli interni del negozio, viene evocata più che dalla matericità del supporto, da ombre in controluce, stilizzate e suggestive.

Ombre che contribuiscono a creare un’atmosfera raccolta e concentrata che mette in risalto i pregiati prodotti esposti e rende intima e diretta l’esperienza dello shopping.

Come afferma #nicolazema, “Il sig. Armani ha voluto quindi personalizzare un concept ispirandosi alla percezione della luce naturale filtrata e ammorbidita da una foresta di bambù, immaginando di dare luogo ad ambienti aperti che fossero nello stesso tempo limitati da pareti eteree di contro luce e permeabili alla vista; immaginava che i propri prodotti fossero valorizzati da colpi di luce filtrati dai bamboo e proposti al pubblico come parte integrante di una scenografia dal mood prettamente orientale. E’ stata una prima rilevante differenziazione introdotta per l’allora crescente mercato asiatico”.

La disposizione apparentemente casuale (tipica di una foresta) dei bamboo (scenografia di fondo delle appenderie), stilizzati e realizzati in acciaio specchiante, arricchiti dalla velatura di una texture tratteggiata tipica di questo legno, nasconde una organizzazione precisa e ragionata degli spazi rendendoli facilmente percorribili, per poi raggiungere una dimensione funzionale quando gli stessi bamboo diventano supporto di mensole trasparenti dalla forma iconografica della tipica foglia. I tavoli espositivi e le bacheche in vetro dai tratti orientali, si mimetizzano con lo sfondo scuro del pavimento dai riflessi morbidi, offrono l’appoggio per un’ampia scelta di prodotti che sembrano emergere e fluttuare dal basso: il risultato è un’armonia di elementi in controluce, di trasparenze, di specchiature e di riflessi che amplifica e (allo stesso tempo) unifica con coerenza gli spazi, valorizzando la ricca e varia merceologia sapientemente illuminata con spot di luci simili ai raggi solari filtrati dalla foresta.

In questo contesto la luce è infatti nello stesso tempo sia ispiratrice che complice e viene giocata su fonti diversificate che moltiplicano lo spazio e creano suggestivi percorsi dove tonalità perlacee e superfici madreperlacee coniugano l’efficacia della funzionalità commerciale con atmosfere di avvolgente e voluttuosa eleganza.