aprile 23, 2018 - Toso

In casa toso rinasce il Vermouth di Torino Superiore Gamondi dalla ricetta originale di fine Ottocento

Da una ricetta originale di fine Ottocento, ideata da Carlo Gamondi, fondatore dello storico omonimo marchio piemontese di Vermouth, nasce in Casa #toso un #prodotto unico e straordinario, il Vermouth di Torino Superiore Gamondi.

È sufficiente guardare al particolare metodo produttivo per capire in cosa consiste la superiorità di questo Vermouth, dal gusto nuovo e dal profilo sensoriale particolare e inimitabile. A fine Ottocento, Gamondi produceva il suo Vermouth organizzando l’infusione delle erbe e delle spezie principali suddividendole in gruppi di una certa omogeneità. Per ogni gruppo adottava rapporti differenti tra quantità di alcool e quantità di erbe aromatizzanti, con tempi di infusione anch’essi modulati in base al tipo di erbe e spezie. Potremmo definirla una ricetta “scomposta”, di certo complessa, che richiede una puntuale conoscenza delle proprietà aromatizzanti e una competenza tecnica anch’essa superiore.

Nel produrre il nuovo Vermouth di Torino Superiore Gamondi gli specialisti di Casa #toso hanno seguito alla lettera le indicazioni riportate nella ricetta originale, con alcuni accorgimenti tecnici derivanti dall’esperienza consolidata dell’azienda di #cossanobelbo (CN) in ambito vermuttistico. La metodologia produttiva si è adeguata ai tempi della natura: ogni erba è stata raccolta nel giusto periodo e i tempi di infusione dei vari gruppi di erbe aromatizzanti sono stati differenti, con un successivo periodo di affinamento di circa un anno, per facilitare l’armonizzazione del #prodotto nel suo insieme. Si tratta di tempistiche piuttosto impegnative rispetto ai pochi mesi di maturazione normalmente necessari a produrre i vermouth.

Ecco dunque che nel degustare il Vermouth di Torino Superiore Gamondi si riscoprela migliore tradizione storica di questo #vino. In un #prodotto che è al contempo innovativo, perché per poterlo riprodurre i mastri vermuttieri di Casa #toso hanno varato un metodo molto accurato, con l’impiego di materie prime prestigiose e di grande qualità e l’applicazione di sistemi di lavoro accurati e rispettosi degli ingredienti in lavorazione e dei loro caratteri. Per riprodurre oggi con moderne competenze la sapienza antica di fine Ottocento.

Il #vino di base è costituito per il 51% di Moscato d’Asti Docg, che conferisce particolare finezza aromatica, completato da Piemonte Cortese Doc, con la volontà di un #prodotto di solo #vino piemontese. Per l’uso del Moscato d’Asti in tale produzione, l’azienda #toso – specializzata in Spumanti e liquori - ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione da parte del Consorzio dell’Asti, responsabile della tutela di tale denominazione.

Il ruolo di protagonista principale delle erbe aromatizzanti è affidatoall’assenzio piemontese (Artemisia absinthium), utilizzato - come dice il decreto di regolamentazione – con le sole sommità fiorite, dopo che le piante sono state sottoposte all’operazione manuale di “sbrollamento”, ovvero il prelievo delle sommità fiorite essiccate. L’infusione delle sommità fiorite dell’assenzio è stata realizzata in #vino bianco a base Cortese, sistema di grande efficacia per trasferire nel #prodotto finito non solo la nota olfattiva, ma anche la preziosa sensazione di amaricante, con un metodo del tutto naturale (privo di componenti artificiali, come il chinino), che conserva integra la nota nitida di amaro derivante dall’assenzio, conservando al contempo una caratteristica percezione fiorita, persistente e mai aggressiva.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare

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