marzo 23, 2018 - Fondazione Musica Insieme

L'attesissimo recital di Radu Lupu a Musica Insieme - Domenica 25 marzo

Bologna, 23 marzo 2018

Domenica 25 marzo 2018 alle 20.30 I Concerti di #musica Insieme ospiteranno all’Auditorium Manzoni di Via de’ Monari l’attesissimo recital di Radu Lupu, universalmente considerato fra i massimi pianisti del nostro tempo, e comparso al fianco dei più importanti direttori e delle più prestigiose orchestre al mondo. Il pianista rumeno torna a Musica Insieme con un programma dedicato interamente ai capolavori di Franz Schubert. Il #concerto sarà introdotto da Marco Beghelli: docente all’Università di #bologna, coordina l’Archivio del Canto nel dipartimento delle Arti ed è autore di libri d’argomento musicale.

Radu Lupu intraprende la sua straordinaria carriera ormai cinquant’anni or sono, aggiudicandosi a stretto giro tre importanti concorsi internazionali, quali il “Van Cliburn”, l’“Enescu” e il “Leeds”. Ha collaborato con direttori del calibro di Daniel Barenboim, Riccardo Muti, Zubin Mehta e Herbert von Karajan, ed è protagonista di numerose incisioni discografiche, con le quali ha vinto fra l’altro due premi “Best Instrumental Record of the Year”, un Grammy e un Edison Award. Recentemente si è esibito con i Münchner Philharmoniker, la Staatskapelle Berlin, l’Orchestra di Santa Cecilia, la Boston Symphony e la Concertgebouw Orkest di Amsterdam, e ha tenuto recital in tutta Europa e negli Stati Uniti.

Il programma del #concerto è incentrato sulle opere di Franz Schubert, a partire da uno dei tasselli più preziosi del suo multiforme mosaico dedicato alla letteratura pianistica: i Sei Momenti MusicaliD 780. Coerenti nella loro alternanza e costruiti per lo più su una semplice struttura tripartita, manifestano ciascuno un carattere peculiare. «Tutto in questi lavori – scriveva Schumann – rivela il genio di Schubert; solo poche opere recano così inconfondibilmente il suggello del loro autore… Lo ritroviamo intero qui, come lo conosciamo nel suo spirito inesauribile, come ci attrae, ci respinge e torna sempre ad avvincerci». Ma non è solo nelle splendide miniature pianistiche che Schubert ha infuso la sua anima più intima. Fu nel 1823, alla comparsa dei sintomi della malattia venerea che lo avrebbe condotto alla morte, che il compositore mise mano a una delle sue pagine più cupe e meditative: la Sonata n. 14 in la minore D 784. «Le mie creazioni sono il frutto della conoscenza della #musica e della mia conoscenza del dolore» avrebbe scritto, infatti, di lì a poco nel suo diario. Conclude il programma la Sonata n. 20 in la maggiore D 959, composta nel 1828, pochi mesi prima della morte di Schubert: uno degli ultimi frutti del suo spirito creativo incamminatosi verso strade inesplorate.