novembre 22, 2017 - Slow Food

Cadmio nei fertilizzanti, Slow Food: «L'Italia si schieri a favore della salvaguardia dei suoli, delle falde acquifere e della salute dei cittadini europei»

Domani il Consiglio europeo si esprimerà sul documento della Commissione che propone di abbassare il livello del metallo pesante, riconosciuto cancerogeno per l'uomo dallo Iarc

È contenuto in molti fertilizzanti usati in #agricoltura in tutta l'Europa, ma la sua presenza non è utile per le piante ed è dannosa per l'ambiente e per l'uomo. Stiamo parlando del cadmio, il metallo pesante naturalmente presente in grandi quantità nei fertilizzanti a base di fosforo e sulla cui riduzione i 27 Governi sono chiamati a pronunciarsi il 23 novembre al Consiglio europeo.

«Il cadmio presenta diverse criticità» afferma #francescosottile, docente di Coltivazioni arboree e Arboricoltura dell'Università degli Studi di Palermo e consigliere nazionale di Slow #food Italia. «Oltre a essere cancerogeno per l'uomo, incide sull'attività microbica determinando con il tempo una minore fertilità dei terreni ed è fortemente persistente, per cui risiede nei suoli contaminando le falde acquifere. Questo vuol dire che l'acqua impiegata per irrigare o per gli usi pubblici, contaminata da livelli alti di cadmio, non fa altro che peggiorare le condizioni dei suoli e dell'ambiente in cui viviamo».

La Commissione europea ha proposto un piano di riduzione graduale della presenza di questo metallo tossico nei fertilizzanti, fissando un primo limite a 60mg/kg, passando a 40mg/kg dopo tre anni e a 20mg dopo 12 anni. Solo così si otterrebbe una riduzione di questo metallo tanto persistente nei suoli, considerando che dopo 100 anni il livello si abbassa solo del 20%. A sostegno di questa proposta ha recentemente votato anche il Parlamento europeo.

«Non possiamo sprecare un'opportunità unica per salvaguardare i beni più preziosi a disposizione dei cittadini. Purtroppo alcuni Paesi, tra cui l'Italia, hanno assunto posizioni di senso contrario alla proposta della Commissione che invece andrebbe sostenuta», affermaGaetano Pascale, presidente di Slow #food Italia. L'emendamento presentato dal nostro Governo propone un compromesso rispetto al testo originale: anziché ridurre progressivamente i quantitativi di cadmio suggerisce infatti di fissare un unico limite di 60mg/kg e definisce tempi di applicazione più lunghi.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare