novembre 21, 2017 - Arte Sella

Fucina Bianca Arte Sella - “Che cosa mormorano i venti”

Sabato 30 dicembre 2017 | ore 14:00 e ore 17:30

Malga Costa | Val di Sella

FUCINA BIANCA #arte SELLA

Con #cristinazavalloni, #mariobrunello, #andreaoliva, Andrea Rebaudengo

Che cosa mormorano i venti”

Il canto della natura nelle musiche di Brahms, Debussy, Ravel e Crumb

Cristina Zavalloni, voce

Andrea Oliva, flauto

Andrea Rebaudengo, pianoforte

Mario Brunello, violoncello

Dalla natura alla #musica e dalla #musica alla natura. È un viaggio di andata e ritorno, perfettamente circolare, quello che propone il prossimo 30 dicembre la Fucina Bianca di #artesella: quarto e ultimo appuntamento del ciclo, ideato da #mariobrunello, che ogni tre mesi si accorda al mutare delle stagioni e ai loro colori. Anche il #concerto d’inverno si lega al tema chiave dell’intero anno: le relazioni, infinite come le facce di un prisma, tra #musica e Natura.

Le quattro pagine che verranno eseguite sotto il tetto di #malgacosta, ai mille metri di altitudine della #valdisella, guardano in quattro modi diversi ai “paesaggi” che le hanno generate: Johannes Brahms osserva la natura attraverso la lente di ingrandimento della poesia: gli Zwei Gesänge per contralto, viola e pianoforte op. 91 scritti tra il 1878 e il 1884 intonano - con il candore e la delicatezza tipici del volkslied (il canto popolare) - un testo di Friedrich Ruckert attraversato dal ricordo nostalgico di un bosco autunnale e una “ninna nanna” di Emanuel Geibel in cui gli alberi e il vento cullano il sonno del “Fanciullo Celeste”. Una visione panica della natura, intrisa di erotismo e di malinconia, emerge invece da Psichè, il dramma di Gabriel Mourey per il quale Claude Debussy scrive – nel 1913 – le musiche di scena: della partitura sopravvive il sensuale e incantatorio solo di flauto che l’editore Jobert, molti anni più tardi, rende celebre con il titolo di Syrinx. Alla natura splendente di una terra lontana, il Madagascar, si rivolgono le tre Chansons Madécasses che Maurice Ravel compone nel 1926 intonando altrettanti testi dello scrittore settecentesco Parny de Forge. Il velo dell’esotismo di maniera viene però squarciato, in Aoua!, il brano centrale, da un acceso, violento, inatteso j’accuse anticoloniale che inizia con le parole: “Guardatevi dai bianchi, abitanti della riva”. Il potere ancestrale della natura, indipendente dalla volontà degli uomini, è infine il tema cardine di Vox Balaenae, un’originalissima pièce di “teatro strumentale” immaginata dal compositore statunitense George Crumb nel 1971. Flauto violoncello e pianoforte – tutti amplificati – richiamano, imitano, trasfigurano il canto “autentico” delle megattere, mentre i tre solisti, immersi in una profonda luce blu – suonano indossando una maschera nera che sottrae loro qualsiasi epifania di “umanità”.

Ad interpretare queste quattro diverse immagini sonore della Natura, non sempre pacificate e rassicuranti, sono stati chiamati tre solisti versatili ed eclettici, abituati ad attraversare paesaggi musicali spesso lontani dalle abitudini e dalle convenzioni. Accanto a #mariobrunello si immergeranno infatti nel silenzio e nell’isolamento di #artesella, dalle prove fino ai due concerti, #cristinazavalloni, #andreaoliva e #andrearebaudengo.

Il #concerto prevede due repliche: una alle 14.00 e una alle 17.30.

Arte Sella, in Trentino, è una straordinaria fabbrica d’arte a cielo aperto in cui artisti di fama internazionale realizzano le loro opere utilizzando soltanto i materiali della natura: il legno, la pietra, la roccia, le foglie, gli alberi, i rami. Da tempo all’arte si affianca la #musica. Le Fucine, che prendono il loro nome dai colori dominanti di ciascuna stagione (il verde per la primavera, il giallo per l’estate, il rosso per l’autunno e il bianco per l’inverno) sono quattro brevi rassegne di concerti che celebrano in #musica il ciclo naturale del tempo. Ad ogni #concerto #mariobrunello invita musicisti noti in tutto il mondo che trascorrono nel silenzio della #valdisella brevi periodo di studio, di concentrazione e di lavoro comune. Il tema principale delle quattro Fucine del 2017 è “Il Canto della Natura”.

Andrea Rebaudengo, ha studiato pianoforte con Paolo Bordoni, Lazar Berman, Alexander Lonquich, Andrzej Jasinsky e composizione con Danilo Lorenzini. Ha vinto il primo premio al Concorso Pianistico Internazionale di Pescara nel 1998, il terzo premio al Concorso “Robert Schumann” di Zwickau nel 2000 e al Premio Venezia 1993. Ha suonato per le più importanti istituzioni concertistiche italiane, tra cui le Serate Musicali di Milano, l’Unione Musicale di Torino, il Festival di Ravello, gli Amici della #musica di Padova, #musica Insieme di Bologna, il Ravenna Festival . Si è esibito in Russia, Stati Uniti, Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Belgio, Polonia, Portogallo, Svizzera, Irlanda, Serbia, Turchia, Uzbekistan ed Emirati Arabi. Ha suonato come solista con numerose orchestre. Viene spesso invitato in progetti che lo coinvolgono anche come musicista jazz e improvvisatore. E’ il pianista dell’ensemble Sentieri Selvaggi con il quale si è esibito in numerosi eventi. Suona in duo con la violista Danusha Waskiewicz, in duo pianistico con Emanuele Arciuli ed è il pianista dell’Ensemble del Teatro Grande di Brescia e dell’Ensemble Kaleido. Con Klaidi Sahatci e Sandro Laffranchini ha fondato l’Altus Trio, che ha debuttato nel 2010 al Teatro alla Scala di Milano. Insegna al Conservatorio di #musica di Castelfranco Veneto

Andrea Oliva, è primo flauto solista dell’ Orchestra dell'Accademia Nazionale di S. Cecilia di Roma e docente principale di flauto presso il Conservatorio della Svizzera italiana a Lugano. Vincitore di più di una decina di concorsi internazionali tra i quali spicca il Primo premio al Concorso internazionale di Kobe, Giappone (2005), unico italiano ad aver conseguito tale riconoscimento. Giovanissimo membro della GMJO e della Karajan Akademie Berlin è stato invitato nel ruolo di primo flauto, a soli 23 anni, ai Berliner Philharmoniker suonando sotto la direzione di C. Abbado, V. Gerghiev, S. Oramo e M. Jansons. Si è esibito come solista dagli USA al Giappone e più volte con l’Orchestra S. Cecilia diretto da vari maestri. É membro del “Quintetto di fiati Italiano”, del GlobeDuo (flauto e chitarra con C. Savarese) e de “I Cameristi di Santa Cecilia”. Suona un Muramatsu 14k All Gold SR appositamente progettato per lui.

Cristina Zavalloni, di formazione jazzistica, intraprende a diciotto anni lo studio del belcanto e della composizione presso il Conservatorio di Bologna. Si esibisce nei più importanti teatri, stagioni concertistiche classiche e contemporanee, festival jazz di tutto il mondo. Si è esibita nella veste di cantante solista con numerose orchestre in tutto il mondo. Collabora strettamente con il compositore olandese Louis Andriessen, che ha scritto per lei alcuni dei suoi più recenti lavori. E’ interprete di prime esecuzioni di Carlo Boccadoro, Luca Mosca, Emanuele Casale, Mauro Montalbetti, Michael Nyman e di alcune composizioni di James McMillan (tra cui la prima statunitense di Raising Sparks, Carnegie Hall, 2011). Ha al suo attivo innumerevoli incisioni, collaborazioni, masterclass e concerti in tutto il mondo. La sua discografia prevede dischi a suo nome e molte collaborazioni.

Info:

Ingresso su prenotazione, euro 25.00

Lo spettacolo è garantito anche in caso di maltempo.

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