luglio 30, 2015 - Città di Torino

Turin Modest Fashion Roundtable

I consumatori musulmani nel mondo hanno speso in abiti e calzature 266miliardi di dollari nel 2013, l’11,9% della spesa mondiale in questi prodotti. Se questo mercato fosse una nazione, sarebbe la terza nazione del mondo dopo Stati Uniti (494 miliardi di dollari) e Cina (285 miliardi di dollari). Si stima che nel 2019 questo valore possa raggiungere i 484 miliardi di dollari. I paesi con il più alto numero di consumatori musulmani (dati del 2013) sono la Turchia (39.3 miliardi di dollari) gli Emirati Arabi Uniti (22.5 miliardi di dollari), l’Indonesia (18.8 miliardi di dollari), l’Iran (17.1 miliardi di dollari), Arabia Saudita (16 miliardi di dollari) e la Nigeria (14.4 miliardi di dollari).

L’industria della moda Islamica sta crescendo rapidamente al punto che nel Report Mondiale sull’Economia Islamica 2014 Thomson Reuters e DinarStandard hanno introdotto un apposito indicatore il “Modest Fashion Indicator” (MFI) che valuta lo stato di salute e lo sviluppo dell’eco sistema della Moda Islamica in 72 paesi. L’indicatore basa la sua valutazione su specifici fattori come il numero di fornitori in rapporto alle dimensioni del paese (esportazione di abiti verso paesi OIC /Organizzazione della Cooperazione Islamica), la percezione (numero di nuovi capi ed eventi) e l’impatto sociale (indice dei prezzi degli abiti e indice dell’etica del lavoro).

La tavola rotonda del 28 luglio 2015 organizzata dalla Città di Torino in collaborazione con Thomson Reuters, Dubai Chamber con il sostegno del Dubai Islamic Economy Development Centre (DIEDC) approfondirà punti di forza e di debolezza della filiera produttiva esistente partendo da una analisi dei marchi leader operanti specificatamente sotto l’etichetta del Modest Fashion per arrivare ad analizzare il fenomeno delle nuove tendenze di questo settore. Dall’analisi dei mercati locali fino alle problematiche legate alla globalizzazione, la discussione si aprirà verso le sfide chiave e le opportunità di un mercato in forte espansione che ha già attirato diversi stilisti e produttori non musulmani. Al termine della giornata i delegati arriveranno a concretizzare buone pratiche, suggerimenti e raccomandazioni conclusive che verranno raccolte in un documento ufficiale che Thomson Reuters condividerà con la sua rete mondiale con lo scopo di favorire la nascita di un nuovo circuito di collaborazione tra i vari attori dell’intera filiera a livello globale.