gennaio 12, 2018 - Fondazione Musica Insieme

Musica Insieme inaugura il 2018 con gli archi del Prazak Quartet

Bologna, 12 gennaio 2018

Lunedì 15 gennaio, Musica Insieme saluterà il 2018 all’Auditorium Manzoni (Via de’ Monari 1/2, ore 20.30) con uno straordinario #concerto che vedrà tornare a #bologna dopo venticinque anni il Pražák Quartet, oggi tra i più apprezzati quartetti della scena internazionale. Il programma sarà dedicato alle composizioni di Franz Joseph Haydn, Bedřich Smetana e Antonín Dvořák. Il #concerto sarà introdotto da Marco Beghelli: docente all’Università di #bologna, coordina l’Archivio del Canto nel dipartimento delle Arti, ed è autore di libri di argomento musicale.

Costituitosi nel 1972, il Pražák Quartet (formato dai violinisti Jana Vonášková e Vlastimil Holek, dal violista Josef Klusoň e dal violoncellista Michal Kaňka) è oggi attestato come la più importante formazione appartenente alla tradizione cameristica ceca, ospite richiestissimo dei principali festival e stagioni concertistiche internazionali. Nella sua storia ormai quarantennale, il Quartetto ha ottenuto molti premi, tra cui, nel 1978, il primo posto al Concorso di Evian e il premio speciale di Radio France per la migliore incisione. Oggi è ospite regolare delle maggiori capitali europee e ha collaborato con artisti come Menahem Pressler, Jon Nakamatsu, Cynthia Phelps, Roberto Diaz e Josef Suk.

Per il suo attesissimo ritorno a #musica Insieme, il Pražák Quartet propone i capolavori di due tra i più grandi compositori cechi: Bedřich Smetana e Antonín Dvořák. Del primo verrà eseguito il Quartetto n. 1 in mi minore – Dalla mia vita, scritto come una sorta di autobiografia in #musica: in quattro movimenti egli esplora, quasi come in una seduta psicanalitica, i vari aspetti della sua complessa personalità, dalla tendenza alla malinconia ai presagi di un futuro infelice, all’amore per la moglie Katarina. Di Dvořák, invece, il Pražákproporrà il Quartetto n. 12 in fa maggiore op. 96 – Americano, composto durante il suo soggiorno nel Nuovo Continente. L’incipit del primo movimento sembra alludere alla melodia di uno spiritual, un omaggio al luogo che lo stava così felicemente ospitando e di cui stava assorbendo le sonorità inconsuete quanto stimolanti. «Quando ho scritto il Quartetto – ricordò Dvořák – volevo comporre qualcosa che fosse molto melodico e schietto, e il caro padre Haydn è comparso davanti ai miei occhi». Per questo a far da preludio a un programma tutto ceco sarà il Quartetto n. 81 in sol maggiore op. 77 n. 1 – Lobkowitz-Quartett di Franz Joseph Haydn. «Il Pražák – commenta il violista Josef Klusoň – presta sempre molta attenzione a questo compositore, i suoi 80 quartetti hanno dato il via ad una nuova era nella storia della #musica da camera. Lo proponiamo a fianco di Smetana e Dvořák che avevano capito quanto fosse importante la #musica per la vita della nazione ceca. La cultura, specialmente quella musicale, ha unito il nostro popolo e ha contribuito alla creazione di un’identità nazionale».

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