ottobre 19, 2017

Piuarch ospita l’installazione scultorea di Adriano Pompa

Una volta era stato teatro delle magiche creature di Benedetta Mori Ubaldini, poi galleria di “Prop”, la mostra dei progetti realizzati dagli studenti di Ron Arad alla Royal Academy of Arts, quindi cornice di installazioni di luce o di scenografiche quinte floreali: lo studio #piuarch si è prestato ad accogliere nel tempo manifestazioni artistiche, diventando un luogo di progettualità a tutti i livelli. Non un semplice studio di #architettura ma un “porto di creatività”, dove poter stabilire un confronto e far nascere dibattiti a scale diverse: la vocazione, sin dalla sua fondazione nel 1996, è quella di un hub vivace e dinamico, grazie anche alla sua posizione nel cuore di Brera, quartiere per eccellenza delle Belle Arti.

La volontà di esplorare nuovi ambiti, insieme a un legame così vivo con il contesto da aver generato nel tempo risultati di natura differente, hanno permesso di tracciare un percorso continuativo che approda oggi a una nuova e importante tappa. Sì, perché gli spazi della sede #piuarch, in via Palermo 1 a #milano, ospitano infatti in anteprima, dal 19 al 23 ottobre 2017, “Scultura equestre. #adrianopompa interpreta San Giorgio e il Drago”, opera dell’artista #adrianopompa e delle sue continue incursioni in un mondo fantastico dal forte valore simbolico.

Collocata nel patio esterno dell’ufficio e accompagnata dal bozzetto di preparazione e dai video che ne illustrano la genesi, la statua bronzea racconta l’impresa eroica del santo a cavallo, pronto a sconfiggere la mitologica creatura. “Il soggetto di San Giorgio e il Drago è una figura che mi ha accompagnato sin da quand’ero bambino e che vedevo sui libri nei dipinti di Paolo Uccello e di Vittore Carpaccio. I loro ritratti sono sempre stati ispiratori di sogni misteriosi e questa #scultura, che nasce da altri studi di più piccole dimensioni, vuole in parte essere un omaggio a una delle più celebri icone della storia dell’arte italiana” commenta #adrianopompa.

120x100x50 cm e un peso di 150 kg sono le generalità della #scultura, una macchina esatta fatta da un’innumerevole quantità di piccoli pezzi di bronzo patinato, uniti tra loro tramite sapienti incastri studiati durante la fase di prototipazione.

Ci fa piacere accogliere l’installazione di un amico che conosciamo da anni, non solamente per il rapporto che ci lega affettivamente ma perché il suo lavoro ha origine da una progettazione approfondita: progettazione dei nodi, dei dettagli, della resa volumetrica, dei vuoti e dei pieni; un processo simile a quello che ci accompagna nel fare tutti i giorni architettura” raccontano Francesco Fresa, Germán Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario, i quattro fondatori di #piuarch.

Il valore concettuale dell’opera, tra il sogno e l’avventura, si armonizza con il suo valore costruttivo, al contrario regolato da un approccio concreto e scientifico, svolto nella resa delle proporzioni e nei passaggi successivi dalle matrici di cartone, creta, cera, fino ad arrivare alla fusione, realizzata con la collaborazione della #fonderiadartedeandreis.

Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare

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