marzo 14, 2017

Il Nebbiolo balla il rock. La musica di Vessicchio fa nascere il vino

Il mondo vegetale ha una sua intelligenza. Percepisce la luce senza gli occhi. E sente attraverso le vibrazioni. La neurobiologia vegetale ne è convinta. Grandi direttori d’orchestra, come Peppe Vessicchio, portano avanti questa tesi con esperimenti applicati all’agricoltura e al vino. Rafforzare il sistema immunitario delle viti con la musica, per avere uve più sane da cui produrre il primo vino musicale. È questo l’esperimento in corso aCanale d’Alba, nel Roero, in un vigneto dell’azienda agricola Matteo Correggiaguidata daOrnella Costa.



Ornella Costa, quando è nata l’azienda Matteo Correggia?

«Nel 1987, fondata da mio marito Matteo, pioniere nella ricerca della qualità in vigna e cantina. Oggi la porto avanti con i miei figli. Siamo un’azienda biologica. Produciamo circa 145mila bottiglie l’anno, soprattutto Nebbiolo, con la Doc Roero, Arneis, tipico del territorio. Esportiamo per il 60 per cento all’estero, Usa e Giappone. Vantiamo diversi riconoscimenti dalle guide nazionali.



Vino biologico o biodinamico: è questa la strada?

«Sono solo la base di partenza. Ma bisogna andare oltre, verso una nuova agricoltura. Ed è questa la cosa che mi ha affascinato quando ho avuto la fortuna di incontrare il MaestroPeppe Vessicchio».



Ci spieghi.

«Il Maestro, persona squisita, umile, di grande sensibilità, stava facendo degli esperimenti sulle frequenze dei tannini del #vino. Il “la” glielo ha dato la notizia delle mucche del Wisconsin che producevano più latte con la musica di Mozart. Da noi ha mostrato un esperimento sul #vino. Abbiamo degustato due bottiglie identiche di Nebbiolo giovane, un #vino che ha bisogno di tempo, con tannini ruvidi. Una delle due è stata poi sollecitata con delle frequenze: riassaggiata, mostrava in bocca una differenza a livello organolettico. Il vino trattato con la musica(l’esperimento era alla cieca) sembrava avere subìto un’evoluzione, un bilanciamento maggiore. È come se avesse avuto un affinamento di un anno. Risultava più armonico, più piacevole».


Come è proseguita la collaborazione?

«Il Maestro Vessicchio è convinto, lo spiega anche in un suo recente libro (La musica fa crescere i pomodori, Rizzoli), che una frequenza giusta possa portare a un riequilibrio, un’armonizzazione. Sta applicando questa tecnica Freman (Frequenze e musica armonico-naturale) su orti in Puglia, con Michele Carone, specializzato in medicina riabilitativa. Lo scorso anno abbiamo fatto una sperimentazione in un vigneto che abbiamo acquisito, coltivato a Nebbiolo e in modo convenzionale, sulla collina Bricco degli Angeli. Dapprima è stato riequilibrato il terreno con tubi di rame che trasmettevano particolari frequenze. Poi con degli altoparlanti ho fatto diffondere della musica scritta dal Maestro: giorno e notte, da maggio a settembre».

Ce tipo di musica?

«Suonata con pianoforte e altri strumenti, accordati a 432 hertz. È la musica considerata più armonica, entra in risonanza con le nostre cellule, rilassa. Come la musica di Mozart. La Terra vibra tra i sei e otto hertz. Le piante sono anche loro parte di questo mondo. E avranno anche loro una vibrazione».



Quando avremo i primi risultati?

«Ho rinunciato all’uso di zolfo e rame, ammessi nella coltivazione bio, proprio per accertare al meglio il risultato. Adesso il vigneto è ancora incura. Ripartiamo questo mese con la musica. Il primo macrorisultato è l’uva. Vedremo se non viene aggredita da oidio o peronospora. Dobbiamo aspettare il prossimo autunno».



E per il primo #vino armonico?

«Un Nebbiolo classico ha bisogno almeno due anni dalla vendemmia. Teoricamente, ipotizzando quest’anno di raccogliere uva sana, potrebbe  esserci il primo vino armonico nel 2019»


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