marzo 09, 2017 - Michelin

Muoversi per il mondo: il progetto Michelin che sfida le giovani generazioni a reinventare la loro mobilità

Da dieci anni, la #michelin Italiana parla di mobilità nelle scuole di tutta Italia. La presenza di #michelin in campo pedagogico si attua attraverso l’annuale progetto didattico che #michelin dedica alle scuole italiane di ogni ordine e grado per parlare a studenti di tutte le età di sicurezza stradale, ambiente e mobilità sostenibile.

Dalla fondazione, nel 1889, la missione del Gruppo è contribuire al progresso della mobilità di persone e beni.

Grazie a un investimento annuo di 700 milioni di euro nel settore Ricerca e Sviluppo, #michelin sviluppa #pneumatici che permettono di viaggiare sempre più sicuri e di ridurre le emissioni di CO2, grazie alla bassa resistenza al rotolamento. Inoltre, studia e offre servizi che rispondono alle necessità di chi viaggia, per cui realizza carte, guide, app e siti web. 

In poche parole, anzi, in una parola, il viaggio è al centro del mondo #michelin.

Tutto quello che riguarda la mobilità interessa #michelin, che è impegnata in diverse iniziative formative destinate a tutti, a partire dai bambini. L’obiettivo è la promozione di un comportamento responsabile e la diffusione della consapevolezza che, contrariamente a quanto si possa pensare, i rischi non si trovano solo nelle situazioni difficili o estreme, ma si presentano quotidianamente, su ogni strada. Un esempio delle attività di #michelin in tal senso è il Villaggio #michelin per la Sicurezza Stradale, un vero villaggio in miniatura dove i bambini si impegnano in una gincana in bicicletta e ci si può cimentare con simulatori di guida, urto e ribaltamento e occhiali a lenti distorcenti, che danno la percezione della visione di chi è sotto l’effetto dell’alcol o di sostanze stupefacenti.

Cos’è il progetto scolastico di Michelin

Ogni anno da dieci anni, #michelin condivide con gli insegnanti e gli studenti delle scuole di tutta Italia un progetto scolastico che viene integrato nella normale programmazione ministeriale ed è quindi una materia vera e propria, interdisciplinare, perché permette collegamenti alle varie discipline, arricchendole di spunti diversi e proponendo esercitazioni, dibattiti e attività divertenti e creative. 

Come tutte le materie che si rispettino, anche il progetto scolastico di #michelin comporta una prova educativa. Nessuno spauracchio, nessun voto, ma molto coinvolgimento. Le classi competono unicamente in creatività, sviluppando sorprendenti idee innovative sul tema del viaggio e della mobilità sicura e sostenibile per tutti, sbizzarrendosi nelle realizzazioni: video, diari di viaggio, scrapbook, interviste, progetti, graphic novel, plastici.

I premi in palio sono contributi per una biblioteca di testi sul tema del viaggio e per viaggi di istruzione o uscite didattiche, oltre a carte e guide #michelin.

“Si impara solo divertendosi”, scriveva Anatole France.

Per chi

In dieci anni, il progetto è entrato nelle classi di tutta Italia, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado. Vi hanno lavorato bambini e ragazzi dai 6 ai 19 anni, insieme agli insegnanti e alle famiglie. 

Nel corso dei primi 9 anni, sono state coinvolte attivamente circa 1.500.000 persone, oltre 6.500.000 persone ne sono state informate e vi hanno lavorato oltre 18.000 scuole

Considerando i dati Istat relativi ai numeri delle scuole in Italia, il progetto scolastico #michelin è entrato in oltre il 50% delle scuole italiane.

Muoversi per il mondo

Il progetto di quest’anno, Muoversi per il mondo, entra in 2.200 classi di tutta Italia, dalle scuole primarie alle secondarie di secondo grado. L’obiettivo è insegnare agli studenti a muoversi meglio, consapevoli che la mobilità sostenibile è per tutti un diritto e un’opportunità di crescita, culturale, sociale ed economica. In un mondo dove le persone e le merci si muovono sempre di più e dove il numero dei veicoli aumenta fino a far prevedere di superarne il miliardo e mezzo nel 2020 e di raggiungerne i due miliardi nel 2050, i più giovani devono prepararsi a essere i costruttori della mobilità del futuro.

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