novembre 07, 2016 - Nois 3

World Usability Day 2016: il design salverà il mondo

Sono tutti incentrati sulla sostenibilità e sull'inclusività il World Usability Day 2016, l'undicesimo appuntamento mondiale sull'usabilità e la user experience, e il WUDRome2016, il capitolo organizzato a #roma da nois3 – Digital Design Thinking per il terzo anno di seguito.

Rendere il mondo migliore è l'obiettivo dell'incontro tra sostenibilità e user experience design. Migliore per chi offre prodotti e servizi e per chi quei prodotti e quei servizi li usa. L'idea non è necessariamente creare qualcosa di nuovo, ma rendere inclusivo, accessibile e sostenibile ciò che c'è già partendo dalle esigenze delle persone a cui sono destinati. Come? Coinvolgendo e includendo nel processo creativo proprio i destinatari dei progetti. Significa partire da prodotti, servizi e spazi e renderli più efficienti, riusabili e sostenibili per migliorare l'esperienza delle persone e, quindi, la loro vita.

Venite a scoprire i pecha kucha

Nei due giorni del WUDRome2016 si avvicenderanno talk, case study, workshop e pecha kucha, un racconto conciso con un preciso schema, quello del 20×20: 20 immagini/slide e 20 secondi di commento ciascuna, per un totale di 6 minuti e 40 secondi. Una comunicazione veloce, semplice, efficiente e, appunto, sostenibile. Sei minuti per spiegare, ad esempio, "design food Time Execution".

User experience, sostenibilità e inclusività

"In ambito ambientale, economico e sociale, la sostenibilità è la caratteristica di un processo o di uno stato che può essere mantenuto a un certo livello indefinitamente" dice Carlo Frinolli, CEO di nois3. In che modo? Mettendo al centro lo human-centered design come fa Frog Design, rappresentato da Roberta Tassi con il case study "For Us By Us: Community-Led Innovation".

È la scelta di Rhizomatica che punta a estendere le comunicazioni mobili a due miliardi di persone escluse dalla rete cellulare, coinvolgendo le comunità locali. A Oaxaca, in Messico, un'intera area ora usa la rete cellulare che prima non aveva, pagando il 98% in meno del costo di mercato. Al WUDRome2016, Giovanni Civardi racconterà il case study.

Succede anche con Liter of Light e la sua (banale?) lampada a energia solare nel Sud del Mondo coniugando digitale e cooperazione internazionale. Realizzata con ciò che si reperisce in loco, viene riadattata coinvolgendo i produttori del posto e diffondendo il know how. È l'argomento del pecha kucha di Lorenzo Giorgi, responsabile italiano del progetto.



Maggiori informazioni nel comunicato stampa da scaricare

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