C4 Picasso Energy M - Itinerario nelle Valli di Comacchio
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citroen @ 09/15/09
Questo nuovo itinerario ci porta in Emilia Romagna, nella provincia di Ferrara dove andremo a visitare e a scoprire le Valli di Comacchio.
Siamo al volante della Citroën C4 Picasso Energy M, un’auto con doppia alimentazione, benzina e metano, che gode tra i più alti incentivi in caso di rottamazione.
La grande area delle Valli di Comacchio si trovano all’interno del Parco Nazionale delta del Po istituito nel 1988 con una legge regionale. Arrivando da nord la prima sosta è a Pomposa, frazione di Codigoro, dove merita una visita l’abbazia benedettina (T.C. 10:00:45). Il grande complesso comprende l’antico monastero, la basilica, il campanile romanico e altri edifici che nel medioevo ospitarono un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo.
La Citroën C4 Picasso Energy M è dotata di una doppia centralina e con un pulsante (T.C. 10:01:18) all’interno si può passare dall’alimentazione benzina a metano e viceversa. La vetttura è spinta da un motore 1800 benzina da 125 cavalli. Il pieno di metano, che permette un’autonomia di circa 350 chilometri, costa all’incirca 20 euro.
Il capoluogo delle Valli è Comacchio (10:01:41), comune di poco più di 20.000 abitanti. Comacchio appare al visitatore come una piccola Venezia con canali e ponti che richiamano la città lagunare. Comacchio ebbe origine da un insediamento fortificato a protezione dei longobardi ma, la sua storia è costellata da tante influenze, con quella romana e quella del ducato di Ferrara restano le più significative. Comacchio appartenne anche ai Longobardi, allo stato Pontificio e a Napoleone che se ne impossesò alla fine del 1700.
Le Valli di Comacchio (10:02:18) sono il più vasto specchio d’acqua palustre d’Italia. Pare che durante il medioevo la deviazione dei rami del Po provocò l’abbassamento di tutta la zona facendo penetrare nelle valli l’acqua marina mescolata all’acqua dolce del fiume Reno. Le varie bonifiche nel corso dei decenni hanno ridotto le valli dai 50.000 ettari agli attuali 12.500.
Nella Valli di Comacchio c’era anche la salina. Utilizzata fino al 1984 rappresenta oggi un sito di grande importanza europea per la nidificazione di uccelli acquatici.